
Profile
Lola Reve
Lola Reve lavora nel registro più morbido del mestiere: una veranda piena di luce, pizzo nero, un dito appoggiato al labbro e uno sguardo dritto nell'obiettivo. La sua scheda porta anche il nome di Lola Eve.
Il nome è la prima cosa da sistemare. Lola Reve è il nome della scheda, e Lola Eve è il secondo, abbastanza vicino nel suono perché una ricerca su uno faccia spesso emergere l'altro. Reve è la parola francese per sogno, e può essere un caso o può essere tutto il punto: arriva con una vocale morbida e nessuna consonante dura, e si addice a un'interprete il cui materiale si regge sulla luce più che sul rumore. Due nomi, un viso e una scheda che non sempre si mette d'accordo su quale stampare.
Biography
Il ritratto principale dà il tono prima di qualsiasi testo. È fotografata in una veranda, lastre di vetro sopra la testa, travi bianche che attraversano l'inquadratura, una rete di filo nero dietro di lei e piante che spuntano attraverso. La luce è alta e uniforme, quella che dà un tetto di vetro a mezzogiorno, e cade sulle spalle e sulla parte alta del seno mentre il resto del fotogramma resta chiaro. È a seno nudo, con slip di pizzo nero e calze nere dalla fascia larga e opaca, un collarino di pizzo alla gola e bracciali sottili a un polso. Un ginocchio sollevato, una mano vicino alla bocca.
I capelli sono biondi fino alla spalla, scalati e portati di lato, con la radice più scura lasciata in vista sulla riga. Il trucco è definito più che pesante: una linea scura intorno all'occhio, un sopracciglio disegnato, un labbro lucido. Contro tutto quel pizzo nero l'effetto è calcolato ma non severo, e la posa fa il resto: il dito sul labbro, il mento inclinato, un sorriso piccolo che non diventa mai una risata. La scheda colloca il suo lavoro nel registro ragazzo-ragazza, e il ritratto è tagliato su misura per quel mercato: una donna, un set domestico e un corpo offerto di fronte alla camera, senza una seconda figura nel quadro.